sabato 5 novembre 2016

L'amante argentino: il tango, pretesto e protagonista

Non amo particolarmente gli stereotipi e cerco di evitarli il più possibile. Mi succede anche quando scrivo le mie storie, che hanno quasi sempre per protagoniste donne sicure, che hanno idee e obiettivi nella vita e che vengono messe in difficoltà da amori non stereotipati: un principe sposato di 17 anni maggiore per una delle migliori tenniste del mondo (L'amante mitteleuropeo, che trovate in vendita su amazon.com), un attore famoso a 21 ore d'aereo da tutto quello che le interessa per una popolare attrice italiana (L'amante argentino, che sto scrivendo), un adolescente caparbio per un'architetta torinese di una decina d'anni più grande (questo sarà l'ultimo romanzo della mia trilogia dedicata agli amanti inaspettati).

Adesso, che sto scrivendo L'amante argentino, mi trovo alle prese con il tango. Banale, no? Si può parlare d'Argentina senza parlare di tango? Ho vari amici argentini e nessuno di loro sa ballarlo e, penso, che chiedere loro di farlo sarebbe come chiedere a noi italiani di suonare il mandolino.


Il tango in realtà entra nel mio racconto d'amore perché è parte di una delle scene più importanti de La milonga de mi hermano, il film che Ale è andata a girare a Buenos Aires, trovandosi poi immersa in un amore che potrebbe cambiarle la vita. Nella luce di un imbrunire primaverile, l'Avenida 9 de Julio sarà chiusa per qualche ora al traffico (ma non completamente ai fans...), per permettere ai due protagonisti del film di girare la scena finale: un tango appassionato, in un lunghissimo piano sequenza con l'Obelisco sullo sfondo. Il fatto che sia un unico piano sequenza fa sì che Ale e Luciano debbano prepararsi con cura alla scena, con professori ballerini, che prestano attenzione non solo la correttezza della coreografia, ma anche la chimica degli sguardi e del linguaggio corporale.

E la preparazione di questa scena permette ad Ale di vivere anche divertenti momenti notturni con il suo bell'amante argentino, Martin, nato e cresciuto a Boca, il quartiere dove il tango è nato e da cui lui è andato via per inseguire il sogno (realizzato) di diventare attore. Una danza sensuale e drammatica, con ruoli definiti, che però è soprattutto improvvisazione, dettata dalla musica e dalle emozioni, dominio maschile e docilità femminile che, grazie alla sensualità, a volte si ribaltano. Come nella vita, in fondo.


mercoledì 19 ottobre 2016

François Mitterrand, le lettere a Anne e la forza degli amori clandestini

Chi ha letto L'amante mitteleuropeo probabilmente se n'è accorto: sono attratta dalle storie d'amore 'proibite', che travolgono le regole e la morale corrente e che resistono al tempo. Anche per questo mi ha molto colpito il libro uscito recentemente in Francia Lettres à Anne, che riporta d'attualità l'amore segreto di François Mitterrand per Anne Pingeot, da cui è nata la figlia Mazarine, non riconosciuta ma sempre amata e sempre presente nella sua vita. Tra Mitterrand e Anne, 27 anni di differenza e un amore lungo 30 anni, non senza crisi e difficoltà.

Nelle lettere scritte all'amante, Mitterrand rivela un lato romantico inedito e inaspettato in un uomo politico determinato, scaltro e cinico. Mentre contende la Presidenza della Repubblica a De Gaulle, si preoccupa perché Anne è mancata a un appuntamento e sente la sua mancanza. Mentre è a un vertice dell'Unione Europea accenna ai suoi vicini, ma poi torna a esprimere i suoi sentimenti e a riflettere con la sua amante. E nelle ultime lettere, malato e con pochi mesi di vita davanti, le scrive: "Sì, tutto è confusione. Vedo in me una cosa chiara. Fuori da te tutto si oscura. Non so più cosa fare di me, terminato il mio tempo. Ma uscirò da questa strana situazione, ridicola e pittoresca. E' già così difficile sapere che uso fare della vita, il resto è semplice, basta decidere. La mia felicità consiste nel pensarti e amarti. Sempre mi hai dato di più. Sei stata la mia opportunità di vita. Come non amarti di più?" Stavano insieme da una trentina d'anni e Mazarine aveva già una ventina d'anni.

La passione di Mitterrand per Anne è stata una costante del loro rapporto. 10 anni dopo il loro primo incontro, qualche anno prima della nascita di Mazarine, le scriveva: "Mia figlia, mia amante, mia moglie, mai sorella, mia Anne, il mio sempre e il mio per sempre, la mia fonte dei tempi... Se non fossi amato e attraversato da tutte le frecce, mi rimarrebbe ancora la forza sufficiente per leccarmi le ferite e desiderare da te il bacio con il tuo sapore, il segno impalpabile, il marchio indissolubile (e che nessuno percepisce, nonostante offra al mondo la sua verità, l'amore dell'anima), mi rimarrebbe ancora la forza per amarti in silenzio". Dopo tanti anni, non si può più parlare di eccitazione o passione per la clandestinità e il gusto del proibito: sono sensazioni che poi perdono di fascino, con il passare del tempo. Se si continuano a pensare cose così romantiche è perché il rapporto, diventato più profondo, è irrinunciabile o, come direbbe il principe Axel de L'amante mitteleuropeo, "non negoziabile".

Dopo aver faticato ad accettare l'amore per un uomo tanto più grande di lei, e per di più sposato, Anne si è trovata, intorno ai 30 anni, a scoprire che non poteva rimanere nell'ombra, senza essere se stessa, senza poter avere quella famiglia a cui aspirava. Leggere queste lettere, questa passione clandestina, che ha resistito agli ostacoli, al tempo, alle distanze, mi ha fatto pensare ad Axel e Ale, i protagonisti del mio L'amante mitteleuropeo. Anche Axel è sposato e, essendo un principe ereditario, non può né pensa di divorziare, ma non vuole rinunciare alla donna di cui si è innamorato; Ale non fatica ad accettare il fatto di essersi innamorata di un uomo che non potrà essere suo in modo tradizionale, ma non vuole rinunciare alla possibilità di crearsi una famiglia. Perché è lì che vanno a sbattere gli amori proibiti, nel fatto che il più debole deve rinunciare a una parte importante della vita di una persona, come la famiglia. E davanti a un ostacolo che sembra così insormontabile, un uomo innamorato, per quanto sposato, trova le risposte. Io ci credo davvero che Amor vincit omnia, lo dico sempre.

Sono le scelte fuori dagli schemi che fanno pensare a cosa siano davvero la fedeltà, il tradimento, l'amore. E' davvero tradimento, quando entrambe le persone sanno di essere parte di un rapporto finito, che si conserva solo per facciata? Anche Danielle Mitterrand aveva altre storie, più o meno stabili, e (giustamente) non stava a casa ad aspettare il ritorno del marito, dato che erano coniugi solo per il pubblico. Ne L'amante mitteleuropeo, Helena, la moglie di Axel, vive la propria vita, con viaggi, incontri, e probabilmente amori extraconiugali, dato che lei e il marito sono uniti solo dal trono e dagli interessi dinastici, come molte coppie sovrane di questi anni. Non ci sono vittime e non ci sono carnefici, quando tutto è chiaro e i compromessi sono stati raggiunti.

Mentre scrivevo L'amante mitteleuropeo e pensavo ai sentimenti dei due protagonisti, a tutto quello che Axel faceva per tenere Ale con sé, pur non potendole offrire un amore ufficiale, mi chiedevo spesso cosa sia davvero la fedeltà. E' davvero importante la fedeltà fisica? Quando dopo anni d'amore un uomo continua a pensare che quando entri in una stanza non esiste più nessun'altra o continua a scriverti lettere appassionate in cui ti dichiara che l'unica cosa che importa è amare te e te lo dimostra continuamente, è davvero importante che ci siano magari altre avventure? non è la fedeltà del cuore quella che importa davvero? Sono concetti piuttosto complessi per noi donne, siamo portate a considerare la fedeltà sessuale come la più importante, a causa del retaggio culturale, che ci identifica come angeli del focolare e che identifica il nostro successo (ma non quello degli uomini) nella stabilità del matrimonio e nell'educazione dei figli. Ma se la coppia si garantisce gli stessi diritti, le cose cambiano e le regole vanno riscritte.

Indagare in questi amori, che nascono nella seconda parte della vita degli uomini, è davvero interessante, anche per i cambi dei meccanismi psicologici nell'uomo che matura. La paternità dopo i 40 anni è diversa da quella vissuta intorno ai 25-30 anni, lo dicono tutti quelli che l'hanno sperimentata in entrambi i casi. L'amore è quasi un regalo inaspettato e forse per questo è più appassionato e in qualche modo travolgente: dai 40 anni in su è più facile il disamore e la disillusione che l'amore per cui superare dogmi e convinzioni di una vita. Cambiano anche le manifestazioni d'affetto: Jean Christophe Mitterrand, figlio di François e Danielle, ha lamentato come nella sua famiglia non ci fossero effusioni o contatto fisico, mentre "a quanto pare nell'altra famiglia era tutto il contrario". Chissà quanto di questi cambi di comportamento sia dovuto all'età, alla clandestinità della relazione, che spinge a cercare una sorta di compensazione.

Sentimenti, emozioni, contraddizioni che mi affascinano, che non mi sento di giudicare, non è un mio diritto, né penso sia di nessuno, e che mi piace scavare. Mi piacerebbe scoprire, prima o poi, amori clandestini in cui è lei quella che non può/vuole divorziare e ha un uomo nell'ombra che l'aspetta. Sarebbe bello indagare anche in quei sentimenti.


domenica 16 ottobre 2016

L'amante argentino: a Buenos Aires, tra Nordelta e Puerto Madero

Ho terminato i primi capitoli de L'amante argentino e le personalità dei due protagonisti stanno emergendo con caratteristiche a cui non avevo pensato, mentre me li immaginavo. Quello che mi piace, quando si inizia a scrivere una storia, è che i personaggi iniziano ad avere una vita propria e ad avere reazioni che non avrei immaginato, ma sono coerenti. A volte mi piace lasciarli andare, per vedere cosa fanno e come risolvere le situazioni in cui si sono cacciati.

Sin dall'inizio, però, avevo chiare alcune cose. Martín Álvarez, il protagonista, è uno dei più popolari attori di telenovelas argentine, è bello, ha un paio di irresistibili occhi verdi, è nato da un'umile famiglia di Boca e attraverso la recitazione ha trovato anche il riscatto sociale, aiutando i suoi genitori ad avere una vita migliore. Sposatosi con una famosa modella-conduttrice televisiva, si è trasferito a Nordelta. Alessia Ferrari, per tutti Ale, è una popolare attrice italiana, che ha saputo crearsi anche una solida carriera internazionale, lavorando anche negli USA, in Francia e in Argentina; è figlia d'arte, si è sempre mossa in ambienti cosmopoliti e raffinati e torna a Buenos Aires, pronta a tuffarsi nell'ennesima avventura. Per il soggiorno porteño, la produzione le ha proposto di scegliere tra un appartamento a Palermo, uno a Puerto Madero e uno a Recoleta; tre quartieri e tre idee di Buenos Aires: lei ha scelto Puerto Madero e si è insediata nell'elegante appartamento di una delle torri del quartiere, con vista spettacolare sul Rio de la Plata.


Nordelta e Puerto Madero. Lo sapevo sin dall'inizio. Nordelta perché è il quartiere a più alta concentrazione di celebrità in Argentina: che si tratti di politica, spettacolo o cultura, le personalità più importanti del Paese vivono lì. E' un quartiere chiuso, in cui non si entra senza permesso, insomma, come si usa nell'America Latina dalle forti disuguaglianze sociali. E' il modo scelto dagli agiati per proteggersi dalla mancanza di sicurezza e per creare un mondo artificiale, di villette a schiera o di condomini non troppo alti, immersi nel verde, con giardino per l'immancabile asado domenicale; ci sono tutte le comodità, dalle scuole alle palestre, dai centri commerciali ai campi di golf. A caratterizzare Nordelta ci sono anche i laghi sui quali si affacciano le ville, con i loro porticcioli e la possibilità di navigare e costruire paesaggi bucolici. E' un mondo artificiale, si diceva, ma appartiene all'immaginario argentino, è uno status symbol, è un modo di dire sono arrivato, sono anch'io tra i ricchi, belli e famosi. Martín si è trasferito dopo il matrimonio, per un'idea di famiglia e di sicurezza che avesse basi solide, per lui è stato come un passaggio dalla gioventù all'età adulta, dalla vita bohemienne e l'appartamento da scapolo a Palermo a quella di padre famiglia con villa, giardino, vista lago e l'immancabile cane. Per lui, pensandoci bene, Nordelta rappresenta anche una rivalsa sulle sue origini umili, la conferma che il suo talento e il suo impegno possono garantire ai suoi figli lo stile di vita agiato che lui non ha conosciuto da bambino. E' stato facile decidere che Martín avrebbe abitato a Nordelta.


Come è stato facile decidere che Ale avrebbe scelto Puerto Madero e la vista sul Rio de la Plata. Per una ragione semplicissima: è dove vivrei io, se vivessi a Buenos Aires. Puerto Madero è il quartiere più interessante della capitale argentina: è stato costruito negli ultimi anni, con l'imponente riqualificazione del vecchio porto, che ha permesso di recuperare magazzini ed edifici abbandonati, trasformandoli in hotel e loft di grande fascino. Sono state costruite anche torri altissime, che svettano nel cielo porteño; sono state riqualificate le rive del fiume, con parchi e percorsi in equilibrio tra la fruizione dei cittadini ed esigenze ambientali; sono stati chiamati architetti di fama come Santiago Calatrava, che ha progettato il Puente de la Mujer. In pochi anni Puerto Madero è diventato il quartiere trendy di Buenos Aires, con ristoranti, gallerie d'arte, discoteche e locali aperti per buona parte della notte; si sono trasferiti qui artisti, intellettuali, designer e l'anima contemporanea della città. Potremmo davvero dire che Palermo e Recoleta rappresentano un po' la Buenos Aires che i turisti amano frequentare, per riconoscere le sue radici europee e sentirsi a casa. Puerto Madero invece rappresenta quello che Buenos Aires aspira a essere, una città moderna, creativa, vivace, rutilante. Se è vero che ho scelto Puerto Madero per affinità personali, è anche vero che Ale l'ha sentita immediatamente sua: una donna sicura di se stessa, con una carriera internazionale, con l'ansia di immergersi sempre nelle città che frequenta per lavoro e di confondersi con i loro abitanti, con la curiosità di scoprire l'insolito, non poteva scegliere un quartiere 'tradizionale'.

E adesso Martín e Ale sono lì, che si muovono abilmente tra Nordelta e Puerto Madero, distanti non solo per la geografia, ma anche per il traffico della capitale e, volendo, anche per stile e obiettivi di vita dei loro abitanti; fanno i salti mortali per far coincidere i loro orari impossibili, ma cosa fa, quando l'amore inizia a piantare i suoi semi!


venerdì 23 settembre 2016

Recensione de L'amante mitteleuropeo su Amiche per i libri

C'è una nuova recensione per L'amante mitteleuropeo. E' stata pubblicata da Amiche per i libri, un blog che ha una particolarità: tutti i libri sono letti da entrambe le proprietarie del blog e le recensioni sono, dunque, frutto del loro confronto. Il loro post mi ha molto emozionato, perché non mi aspettavo che l'ebook potesse piacere tanto (passo da un'emozione all'altra, grazie alle recensioni!).

"Mai, e ripetiamo mai, avremmo pensato che potessimo rimanere così piacevolmente colpite e affascinate da questo libro! Questo libro è stata una scoperta, una piacevolissima scoperta che via via che proseguivamo nella lettura cresceva sempre di più e ci teneva incollate alle pagine come bambini di fronte ad una vetrina di meravigliosi e zuccherosissimi dolcetti o bambine di fronte a tantissimi vestiti da principesse super luminosi e scintillanti! Più leggevamo e conoscevamo meglio la storia di Ale e Axel e più non ne volevamo sapere di mettere giù il libro soprattutto quando le cose si facevano più interessanti!" hanno scritto le due Amiche, a mo' di esordio.

Mi piace che abbiano apprezzato una delle cose a cui tenevo di più: "L'amante mitteleuropeo non è un erotico... per noi è una storia romantica/erotica contemporanea, originale e che capovolge completamente il solito ideale che ormai ci siamo fatte di erotic romance. E' una storia d'amore tra una giovane donna, bella e famosa, e un elegante e affascinante erede al trono di ben 17 anni più grande. E' la storia del loro amore che va contro tutti e tutto e non si spegne con il passare degli anni. E' la storia della loro vita insieme e di tutte le scelte e le scoperte che fanno. E' la storia di Ale e Axel, due anime che agli occhi esterni potrebbero non avere niente in comune ma che invece si completano. E' una storia che non soffre la distanza e il tempo, anzi fa di questi due elementi il proprio punto di forza." Non soffre la distanza e il tempo: credo che il mio romanticismo non sia tanto nelle frasi d'amore e nelle situazioni sentimentali, quanto in questa idea che Omnia vincit amor, l'amore non conosce ostacoli e neanche la distanza geografica che separa i due amanti né il tempo che passa lo sono.

Ho notato che il fatto che il libro racconti una storia d'amore extraconiugale ha creato qualche problema alle lettrici e che nelle recensioni si è cercato di trovare una chiave di lettura anche a questo. Le Amiche spiegano: "All'inizio il tutto vi potrebbe apparire assurdo e impensabile - è successo anche a noi nei primi due capitoli -, però vi garantiamo che proseguendo la lettura de L'amante mitteleuropeo arriverete a capire e troverete una risposta alla scelta di Ale". Meno male che anche Axel inizia ad avere i suoi riconoscimenti (grazie, Amiche, io ovviamente lo amo!): "Da non sottovalutare il personaggio di Axel, la sua personalità quasi ipnotica - capiamo perfettamente perché Ale sia caduta nella sua trappola - e il vero, forte e reale amore che prova nei confronti della bella tennista... un amore che lo renderà quasi schiavo e gli farà fare scelte impensabili, quasi inopportune e che con il senno di poi non avrebbe mai preso. Cosa non si fa per amore... !!!"

"La scrittura di Ale X è fresca, semplice ma allo stesso tempo ricercata (ricordatevi che viaggerete in lungo e in largo per l'Europa), per niente monotona, ripetitiva o noiosa. E' una scrittura che ha dato vita ad una storia originale, coinvolgente e anti-convenzionale. La scelta di raccontarci la storia in prima persona dal pov della tennista ha fatto sì che si entrasse ancora di più in sintonia con la protagonista e si capissero le ragioni che l'hanno "spinta" a voler intraprendere una storia d'amore segreta con un uomo sposato e per di più erede al trono". Grazie, sono contenta che sia piaciuto come la storia è stata scritta!

Ci sono anche cose che le Amiche non hanno apprezzato, come è ovvio che sia. "Nella lettura, ci siamo trovate sotto agli occhi qualche errore, attenzione però si tratta di errori di battitura e di distrazione e non gravi errori grammaticali". Grazie per la segnalazione: sono tornata a leggere L'amante mitteleuropeo alcune settimane fa, li ho notati anch'io, li ho corretti e ripubblicato l'ebook.

"Una cosa che assolutamente dobbiamo dire, in quanto proprio non ci è piaciuta, è: perché i capitoli hanno quei titoli??? Abbiamo capito che si tratta della prima frase, o prima parte, che apre ogni capitoli e alcuni ci stanno anche bene ma... altri proprio no!!! Meglio dei semplici numeri, non trovi?" Quello che mi piace del confronto che nasce dalle recensioni è che imparo sempre cose nuove, perché mi offrono punti di vista meno emotivi dei miei. In realtà non c'è alcuna ragione per cui i titoli siano le prime parole con cui iniziano i capitoli, semplicemente mi piaceva l'idea. Non pensavo potesse essere una cosa fastidiosa e lo terrò presente per il futuro, grazie, Amiche!

E grazie anche per la bella recensione de L'amante mitteleuropeo. La trovate seguendo questo link ad Amiche per i libri.




Amazon - https://www.amazon.it/Lamante-mitteleuropeo-Ale-X-ebook/dp/B01G1106YQ/
LaFeltrinelli - http://www.lafeltrinelli.it/ebook/xale/l-amante-mitteleuropeo/9786050443493
ebook.it - https://www.ebook.it/narrativa/127078-lamante_mitteleuropeo-9786050443493.html
Mondadori - http://www.mondadoristore.it/L-amante-mitteleuropeo-Ale-X/eai978605044349



"Entri tu in una stanza e non ce n'è più per nessuna, io vedo solo te" - Axel
"Sei tu che mi ispiri, non sai quante idee mi fai venire tutte le volte che ti vedo" - Ale

domenica 18 settembre 2016

L'amante argentino: una prima sinossi

Quando ho iniziato a scrivere L'amante mitteleuropeo sapevo già che sarebbe stato il primo libro di una trilogia, dedicata ad amanti inconsueti. Il primo ha avuto come protagonista una mediatica campionessa di tennis e l'erede al trono di un piccolo Principato nel cuore dell'Europa. Il secondo si svolgerà a Buenos Aires e avrà come protagonisti uno dei più popolari attori delle telenovelas e un'attrice italiana figlia d'arte. Il terzo si svolgerà a Torino, ho già in mente la storia, ma non voglio anticipare niente. In comune i tre libri hanno il racconto in prima persona, con il punto di vista della protagonista, che si chiama sempre Ale. E mi divertiva anche l'idea di avere la stessa scena iniziale: lei che scende dal taxi, in una città straniera, per incontrare, più o meno consapevolmente, l'uomo che le ha cambiato/le cambierà la vita.

L'amante argentino, questo il titolo del secondo libro (e tranquilli, il terzo titolo non sarà L'amante torinese), si svolge a Buenos Aires, una delle città che più mi affascinano al mondo e che potrei girare ormai a occhi chiusi, sentendo il profumo delle sue piante e dei suoi fiori; scriverò il libro nelle settimane più belle di Buenos Aires, quelle della primavera, e questa cosa mi piace molto. Perché una storia che si muove nel mondo delle telenovelas? Per una foto. Anche L'amante mitteleuropeo mi è stato ispirato, tra le varie ragioni, da una foto: avevo visto la foto di una coppia di principi, belli e sorridenti, avevo letto che il loro matrimonio non era però così splendido e ho iniziato a pensare. L'amante argentino è nato dalla foto di una telenovela che ha avuto molto successo qualche tempo fa; il protagonista, tra gli attori più affascinanti dell'Argentina, si era appena separato dalla moglie e i media locali assicuravano stesse vivendo un'infuocata passione con la coprotagonista della tira, così in Argentina chiamano le telenovelas. Niente di nuovo: è molto comune che a due attori che lavorano insieme e hanno una bella chimica venga attribuita anche un'appassionata storia d'amore, che faccia sognare i telespettatori fuori dalle scene.

Ma cosa potrebbe succedere se nella vita di un idolo delle telenovelas, stalkerato dalle fans nei social, ci fosse davvero un nuovo amore e questo nuovo amore non fosse la mediatica partner, ma un'attrice straniera, sbarcata a Buenos Aires per lavorare con uno dei binomi di attore e regista più prestigiosi del Paese? Martín e Ale si conoscono una sera, a Nordelta, durante un asado offerto agli attori de La milonga de mi hermano il film che lei inizierà a girare di lì a poco. E' colpo di fulmine e quasi senza pensare finiscono a vivere insieme nel bell'appartamento che la produzione del film ha messo a disposizione di lei in una delle torri di Puerto Madero. I media, impegnati a cercare le prove del flirt di lui con la protagonista della sua telenovela e a provare l'amore proibito di lei con il suo partner ne La milonga de mi hermano, non si rendono conto di aver puntato sulle persone sbagliate. Non se ne accorgono neanche i fans, che stalkerano Martín su Instagram e Twitter, sanno dov'è e a chi mette Mi piace, ma non sanno con chi è. Lui, da parte sua, presenta ad Ale i suoi bambini, su equipaje (il suo bagaglio), a cui non rinuncerebbe mai, e la porta a mangiare l'asado a casa dei suoi genitori. Ma.

Ale dovrebbe rimanere a Buenos Aires solo dodici settimane, i sentimenti crescono, Martín, appena uscito da un matrimonio fallito, non è disposto a investire in una storia d'amore a termine, Ale non vuole pensare alle 21 ore d'aereo che separano Buenos Aires da tutto quello che le importa. Il conflitto è inevitabile, mentre il successo della telenovela spinge a una versione teatrale e si avvicina il momento della più spettacolare delle scene de La milonga de mi hermano, davanti all'Obelisco. Riusciranno Martín e Ale a trovare una sintesi tra Buenos Aires e Roma, prima che i paparazzi inizino a fare due più due e a scoprire che sono loro la coppia da inseguire e assediare?

L'amante argentino è una storia di sentimenti intensi, messi subito alla prova dalla distanza geografica e dalla determinazione appassionata da tutto o niente di Martín. Intorno ai protagonisti, Buenos Aires, tutta da scoprire, nelle sue notti e nei suoi colori. Uscirà, se tutto va bene e saprò rispettare la tabella di marcia, alla fine del 2016, ma ne scriverò qui mano a mano. Per adesso mi sto empapando d'Argentina, tra musica, film, telenovelas e ne parleremo!


mercoledì 14 settembre 2016

Recensione de L'amante mitteleuropeo su Tutta colpa dei libri

Ho letto qualche giorno fa un articolo su Nativi Digitali, in cui si sottolinea come le recensioni negative non debbano essere motivo di scoraggiamento: su Amazon ci sono commenti negativi anche per i grandi capolavori della letteratura. Mi è venuto in mente al leggere una recensione che ha demolito L'amante mitteleuropeo. E' stata pubblicata da Tutta colpa dei libri e mi ha sorpreso sia per l'aggressività dell'autrice sia perché avendo mandato l'ebook in buona fede, dopo un dialogo gentile via email con una delle blogger, mi aspettavo di essere avvertita dell'uscita della recensione, come si fa per una normale forma di cortesia. Quello che davvero non mi sarei aspettata è la violenza e la furia dell'articolo (est modus in rebus, dicevano i romani, no?), capisco perché non mi abbiano avvertito.

All'autrice della recensione non è piaciuta la storia e ci sta: ho sempre avuto il dubbio che la relazione extra-coniugale di un uomo sposato potesse far arricciare il naso a qualche possibile lettrice, ma a me piaceva l'idea di un principe stretto tra il dovere e un amore che gli cresce tra le mani e l'ho scritta lo stesso. Ho corso il rischio e lo correrei di nuovo.

"Adesso, apparte (così nel testo) la storia che può piacere o meno, a me non è piaciuta, non riuscivo a comprendere come una ragazza bella, nel fiore degli anni, potesse accettare il ruolo di amante così senza battere ciglio, per 10 lunghi anni". Ale è la voce narrante de L'amante mitteleuropeo e spiega ampiamente cosa Axel rappresenti per lei e perché non riesce a lasciarlo, nonostante la storia non abbia il futuro che lei vorrebbe. E il ruolo di amante non l'ha vissuto esattamente "senza battere ciglio": alcuni dei dialoghi che ho amato di più nascono proprio dalle sue inquietudini e dalla sua insofferenza. Senza niente togliere al fatto che non si deve condividere il comportamento di un personaggio per apprezzare una storia: il Commissario Montalbano si comporta piuttosto male con Lidia, però c'è qualcuno che considera brutte le sue storie per questo? Ma va bene, c'è di tutto nella vigna del Signore, come si suol dire, e tutto va rispettato.

Le cose che mi hanno sorpreso della recensione. In tutto l'articolo, Ale, la protagonista, viene chiamata Alex: perché? Non l'ho capito. Sarà che il mio nome, Ale X viene confuso con quello della protagonista? Chi lo sa. Si scrive anche che il titolo, "L'amante mitteleuropeo, per quanto mi riguarda devia molto il lettore considerando che questo amante è una lei". No, non direi, l'amante del titolo è lui, il principe Axel. Ale racconta la sua storia d'amore con il suo amante mitteleuropeo, di lì il titolo. A meno che chi ha scritto la recensione non creda che sia 'amante' solo chi ha una relazione sessuale con una persona sposata e no, mi spiace, sono amanti tutti coloro che hanno relazioni sessuali senza essere sposati. Basta conoscere l'italiano, per saperlo.

"Questo libro ha seriamente minacciato la mia sanità mentale, mi ero quasi convinta di essere stata improvvisamente colpita da demenza senile perché veramente le difficoltà che ho avuto durante la lettura sono state davvero troppe! Non si fa così!!! No no assolutamente, credo questa sia la recensione più negativa che io abbia mai scritto, non riesco a salvare niente, nulla mi ha fatto cambiare opinione, e credetemi, io ci ho sperato fino alla fine, ma non c'è stato nulla da fare, dalla prima all'ultima pagina è stato un continuo scuotere la testa e dire no no no, non è possibile" scrive l'autrice, senza spiegare perché ha rischiato la sanità mentale e in cosa siano consistite le sue difficoltà di lettura. L'amante mitteleuropeo è stato letto da varie persone e nessuna mi ha mai detto di aver rischiato la demenza senile. Il commento unanime, al di là dell'approvazione o meno per una storia d'amore extraconiugale, è stato "non vedevo l'ora di sapere come finiva, perché ti prende". Che dire? Mi spiace che leggere il libro sia stata un'esperienza così traumatica e spero che la violenza e la volgarità della recensione abbiano aiutato la blogger a superare lo choc.

"La storia non scorre in maniera fluida. I cambi di argomento sono repentini e inaspettati, mentre stiamo 'ascoltando' una telefonata ci ritroviamo persi, in un ricordo di Alex lungo pagine e pagine e alla fine, la telefonata? Boh! Dimenticata!" No, non ci sono telefonate dimenticate a metà, ci sono telefonate che si concludono e che, per come si concludono, fanno scattare nella mente di Ale ricordi e qualche timore, pensando alla precarietà della sua storia d'amore. Ma cose a metà... no, se uno non si distrae ci sono tutti i fili.

Il meglio però è stato "il problema di questo libro, è proprio il libro nel suo insieme. Io non ho nulla contro i self, ne ho letti tanti, e ne leggerò ancora, ma fino ad ora non ne avevo mai letto uno scritto così male", che fa il paio con "criticatemi pure, ditemi cattiva, ma in un tema di un bambino delle scuole elementari, sono convinta di trovare un bagaglio lessicale molto più ricco". Io a questo non so cosa rispondere perché mai negli anni della mia formazione (dalle elementari al liceo all'università) né dopo, durante la mia vita professionale di giornalista e blogger, mi è stato detto di avere un bagaglio lessicale meno ricco di quello di un bambino delle elementari. Sono letteralmente spiazzata da una simile osservazione. Poi nel testo della recensione ho letto apparte al posto di a parte, tutt'ora al posto di tuttora e mi sembra che chi si lamenta della mia povertà lessicale abbia di suo qualche problema ortografico, a cui aggiungere le idee piuttosto confuse sull'italiano (non sa cosa significa amante) e amen.

"Non riesco a trovare una sola cosa positiva, perfino i nomi dei protagonisti non mi sono piaciuti, li ho trovati inappropriati: Axel e Alex, un gioco di lettere poteva essere evitato": lei si chiama Ale, anche se all'autrice della critica non sono bastate un 200 pagine per capirlo. Ma grazie lo stesso per la recensione, scoperta per caso su Google e mai comunicatami. Per questa mancanza di cortesia non pubblico il link.


lunedì 12 settembre 2016

Da soli a Stromboli, in esclusiva su Amazon

Da soli a Stromboli è un racconto breve, che ho scritto intorno a Ferragosto. Avevo in mente da tanto una storia ambientata su un'isola, in cui i due protagonisti, senza le sovrastrutture delle proprie vite, possano essere se stessi, senza pensare a responsabilità, differenze, ostacoli. Cosa accadrebbe se ci lasciassimo la libertà di vivere l'istante, senza pensare a niente? Sarebbe solo un bel ricordo o una svolta nelle nostre vite? Sarah e James, i protagonisti del racconto, hanno trovato la loro risposta.

L'idea iniziale era mettere a disposizione il racconto gratuitamente, in qualche piattaforma (e infatti questo ho annunciato in un post pubblicato alcuni giorni fa nel blog). A me piace scrivere, ma sono abbastanza profana circa il mondo che gira intorno alla scrittura su internet: non conosco le piattaforme di acquisto, a parte le più famose, né quelle di lettura (il fenomeno wattpad l'ho scoperto pochi mesi fa), per cui sto imparando piano piano, mano a mano che approfondisco la mia conoscenza e pubblico le cose che scrivo.

E leggendo le reti sociali o i blog specializzati, per decidere dove pubblicare Da soli a Stromboli (in una piattaforma come wattpad? In questo stesso blog? su Amazon?), ho scoperto i vantaggi che Amazon offre agli scrittori indipendenti, in termini di visibilità e promozione (che alla fine sono le cose che importano a chi scrive e vorrebbe essere letto). Così eccomi qui, a sperimentare con Da soli a Stromboli il programma KDP Select, con cui lascio il racconto in esclusiva ad Amazon per 90 giorni. Funzionerà? Lo scopriremo solo vivendo! Per questo ho anche scelto il prezzo di vendita più basso possibile su Amazon: 0,99 euro (gratis non è possibile se non attraverso i prestiti messi a disposizione dalla piattaforma a chi è iscritto ai programmi specifici).

Il link dell'ebook è questo:
https://www.amazon.it/Da-soli-Stromboli-Ale-X-ebook/dp/B01LWCF4LI

E questa è la copertina di Da soli a Stromboli!